BUONGIORNO SONO LA “B”

“Buongiorno, sono la B”

di Sabrina Fusi

Buongiorno, mi presento: sono la B.
Ora non cominciate a dire “ah sì, quella con due pance!” perché non è carino…

Vorrei raccontarvi una storia che mi è successa giusto l’anno scorso, nella scuola elementare dove lavoravo.

La classe in questione era la seconda D (…quella con una pancia!).

Me ne stavo bella bella sul mio cartellone appeso al muro, aspettando i bambini che entravano. Era il primo giorno di scuola.
In particolare ne aspettavo uno.

Dovete sapere che l’anno prima, avevo conosciuto un bambino davvero speciale.
E lui…beh, lui non ne voleva sapere di me.
Avevo provato a presentarmi a lui in tutte le maniere, volevo diventare sua amica, ma lui sembrava lo facesse apposta a ignorarmi. A volte invece di dire il mio nome, diceva “D”. Forse voleva prendermi in giro, per le mie due pance, visto che lei ne ha una sola…e ci rimanevo male.
Ma poi lo vedevo con quegli occhi così furbi e intelligenti che mi guardava intensamente, come a volermi far entrare dentro di lui. Con la voglia di imparare il mio nome, e anche, chissà perché, con un pizzico di tristezza. Come se qualcosa gli impedisse di diventare mio amico, come se non dipendesse da lui…

Passavano i mesi e anche la maestra cercava in tutte le maniere di farci diventare amici, ma anche quando mi scriveva insieme alle altre mie colleghe lettere dentro le parole, quel bambino mi faceva i dispetti.
Tutte le volte che vicino a me c’era la mia amica R, metteva prima lei di me. Così “liBRo” diventava “liRBo”.
…che la mettesse per prima, perché anche lei ha una pancia sola? Ma che cosa aveva contro le mie due pance!
Per non parlare di quando ero due volte nella parola “gaBBia” diventava “gaBia”
….che quattro pance fossero troppe per lui?

Eppure quando doveva disegnare creava mondi fantastici, inventava storie e canzoni capaci di affascinare i compagni. Se c’era da fare un ricerca aveva sempre idee geniali per realizzarla. …ma con me, niente.

Allora un giorno decisi di tentare l’avventura e mi nascosi nel suo diario, mi camuffai con la B di Febbraio e alla campanella uscii con lui.
Andai a casa sua e lo vidi piangere appena sua mamma gli proponeva di fare i compiti. Ma proprio disperato…

Allora stava male anche lui per la nostra mancata amicizia!
Allora non era vero che non gli piacevo, lui piangeva perché voleva diventare mio amico e neanche lui ci riusciva.

Quel pomeriggio uscì con la mamma e io mi nascosi nel liBro che portava con sé, volevo capire di più.
Arrivammo in un bello studio colorato, con tanti giochi, libri e un computer.
Lì c’era una maestra speciale, fece giocare il bambino con le lettere, i suoni, le parole…insomma era come un mister che allena il suo giocatore!
E lo allenava anche su di me! Quale onore, una lezione tutta su di me non l’avevo mai avuta. Una lezione per distinguermi dalla “D” !!!

La maestra, che credo di nome si chiamasse Logopedista (…simpatica, ma con un nome strano eh !), disse alla mamma che il bambino stava facendo passi da gigante, ce la stava mettendo tutta per migliorare la sua lettura e la sua scrittura. Consigliò un piano di azione anche per le giornate di scuola, con la collaborazione delle maestre si sarebbero ottenuti risultati ancora maggiori. D’altronde il bambino era molto intelligente e la voglia di imparare non gli mancava di certo.

La dislessia (così ho scoperto si chiama questa caratteristica) richiede solo un modo diverso di imparare e qualche alleato come gli audiolibri, le mappe mentali e il computer.
Saremmo diventati amici !!!

Da oggi in poi quando incontro un bambino che non mi riconosce non ci resto più male, perché ora ho capito.
Non sono io che non vado bene con le mie due pance, c’è soltanto un piccolo intoppo alla nostra amicizia, che però si può superare.
Allora petto in dentro e pancia in fuori, basta capire il modo e si diventa amici!

BUONGIORNO SONO LA “B”ultima modifica: 2009-03-18T13:21:25+00:00da sabry685
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